Cosa si intende per marijuana legale?

cosa si intende per marijuana legale?

Si sente sempre più spesso parlare di marijuana legale, ma sono in tanti ad avere ancora delle incertezza su quest’argomento. Innanzitutto, è bene comprendere in cosa si differenzia la cannabis legale da quella non legale: nel nostro paese è considerata legale solo quella che possiede una concentrazione di THC inferiore allo 0,5%. Il THC, ovvero il tetraidrocannabinolo, è la sostanza responsabile degli effetti psicotropi. Secondo la legge attualmente vigore in Italia, dunque, i prodotti che superano questi limiti non possono essere commercializzati.

Che cos’è la marijuana legale?

La marijuana legale, nota anche come cannabis legale o cannabis light, è un’infiorescenza che proviene dalla pianta di Cannabis Sativa. In tanti collegano il termine Cannabis alla droga, ma in realtà quella legale ha uno scopo del tutto differente. La marijuana tradizione viene utilizzata in campo medico e a scopo ricreativo; mentre con quella legale si realizzano alimenti sani, cosmetici, accessori, prodotti per l’edilizia, abbigliamento, ecc. Lo scopo principale della cannabis legale è quella di favorire il rilassamento. Il basso contenuto del principio attivo THC, rende questo prodotto non psicoattivo, ma soprattutto rilassante. L’elevato contenuto, invece, di cannabidiolo (CBD), oltre a favorire il relax, è utile anche per alleviare i dolori, come quelli mestruali o dovuti ai reumatismi, artriti o altre malattie croniche. Inoltre, la cannabis light è indicata anche per chi è affetto da patologie degenerative, in quanto possiede un’azione antiossidante. Con la marijuana legale, dunque, non si hanno gli stessi effetti di quando si assume una droga, ma permette di sentirsi meglio e, quindi, migliorare non solo il proprio stato di salute fisico, ma anche l’umore. Infatti, queste è utile anche per alleviare lo stress, per contrastare l’insonnia e per migliorare altri stati psicosomatici legati allo stress, ma non solo. La marijuana legale può essere fumata o si può assumere come un infuso.

Come riconoscere la marijuana legale?

Fondamentale è imparare a riconoscere la marijuana legale, in modo tale da non incappare in sostanze che abbiano una reale efficacia drogante. Innanzitutto è bene leggere l’etichetta per conoscere le indicazioni su come il prodotto andrebbe utilizzato. In Italia, la cannabis legale può essere utilizzata per la produzione di alimenti, bevande, profumi, abbigliamento ed essenze per la casa. In base al suo utilizzo è possibile trovarla in commercio come infiorescenze, nella sua forma liquida o sotto forma di tessuto lavorato. La cannabis legale, inoltre, si può riconoscere anche dal profumo che è floreale, fruttato e agrumato. Si tratta dell’aroma caratteristico della pianta ed è molto piacevole. Se questa non presenta nessun odore o ha il caratteristico profumo del fieno, allora si tratta di una pianta di scarsa qualità. La cannabis, poi, è caratterizzata da un colore verde/violaceo, ma qualora fosse di colore marrone, gialla o rossa sarebbe meglio starne alla larga. Sulla superficie dei fiori, servendosi di una lente di ingrandimento è possibile notare dei cristalli bianchi, ovvero i tricomi. Più cristalli sono presenti, più la pianta è sicura, questo perché i tricomi hanno proprio il compito di abbassare i livelli di THC. Se si sta per acquistare un prodotto derivato e non un’infiorescenza, inoltre, è bene verificare sempre la provenienza del prodotto e che vi siano indicazioni chiare. Il negozio deve avere una sede italiana e provvisto di regolare partita IVA italiana. Se si vuole acquistare la cannabis legale online è sempre bene affidarsi ad e-commerce sicuri, come justmary.fun .

Da dove proviene il fenomeno della cannabis legale

È stata della Svizzera l’idea di lanciare sul mercato una cannabis leggera legale. La marijuana con un basso contenuto di THC veniva inizialmente venduta in pacchetti simili a quelli del tabacco. Quando in Italia debuttò per la prima volta su uno shop online, questo venne letteralmente preso d’assalto, tanto che i gestori furono costretti a bloccare temporaneamente le vendite.